Per sensibilizzare gli alunni delle classi quinte del corso enogastronomico, indirizzi cucina e sala, futuri operatori del settore alimentare, in queste ultime settimane sono stati organizzati una serie di incontri che hanno visto come relatori rappresentanti dell’associazione internazionale Slow Food, da sempre impegnata a ridare valore al cibo, nel rispetto delle persone, dell’ambiente e delle tradizioni locali. Per Maria Angela Cerri, docente referente dell’iniziativa, “il concetto di qualità di un alimento è sempre più importante nel settore della ristorazione. Un concetto che presenta diverse sfaccettature – spiega la docente – cibo non solo buono, ma anche in linea con le normative igienico sanitarie vigenti, salvaguardando l’aspetto socio economico e l’ambiente”. Infatti, il concetto di sostenibilità, alla base di tutta la filiera produttiva, deve far riflettere i futuri operatori del settore alimentare, rendendoli sempre più cittadini consapevoli e sostenitori della qualità di un prodotto alimentare, non solo percepita, ma totale.

Tra i primi a cogliere favorevolmente l’invito dello Sraffa, Claudio Rambelli, componente del Comitato esecutivo regionale di Slow Food Lombardia, che si occupa dell’area governance (rapporti con le condotte e le comunità). Rambelli nel suo intervento, si è intrattenuto con gli studenti trattando temi relativi alla relazione tra cibo e cultura dei territori, ricette tradizionali, rapporto cibo, acqua, cambiamenti climatici e loro influenza in agricoltura, diversità tra biologico e non biologico, specificando come dietro al cibo “ci sono storie, persone, culture e si sviluppano economie locali”.

“In pianura – ha precisato Rambelli – ormai da 40 anni si riscontrano terreni poco fertili e la mancanza di rotazione delle colture ha l’effetto di rendere l’humus presente nel terreno, uguale a quello del deserto, per questo, c’è bisogno di tornare alla territorialità della vita di campagna”. Per Rambelli, è importante promuovere la riflessione tra i ragazzi, sensibilizzandoli verso queste tematiche, perché attraverso questo è possibile contribuire a creare un pianeta diverso, cercando di sprecare meno cibo possibile. L’obiettivo degli interventi – ha concluso il rappresentante di Slow Food – è quello di riuscire a coinvolgere sempre più i giovani, portando anche a scuola temi e mission dell’associazione, affinché si possano mettere in atto quelle strategie utili a realizzare quanto indicato nel motto di Slow Food, per un’alimentazione che sia buona, pulita, giusta.

Tre, gli appuntamenti proposti ai ragazzi, il primo dei quali introduttivo sui progetti di Slow Food, attraverso la realtà di Terra Madre, tra biodiversità, ambiente, paesaggio, cibo, salute, spreco e sostenibilità. Negli altri due appuntamenti, sono stati proposti laboratori di educazione alimentare: nel primo, l’argomento è stato Pane e Cereali; dalle caratteristiche, agli aspetti botanici, storici e antropologici; dalle tecniche di coltivazione, agli aspetti nutrizionali e merceologici dei cereali, fino all’utilizzo gastronomico dei cereali minori nella cucina regionale italiana. Il secondo laboratorio ha riguardato l’ambito del Latte e dei formaggi: tecniche produttive, classificazione, tecniche d’assaggio e degustazione.


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta l’informativa estesa sui cookie. Proseguendo la navigazione, acconsenti all’uso dei cookie.